top of page

Il ponte Altinate (Padova)

Un ponte romano nascosto nel cuore di Padova

Di Attanasio Salvatore


Il ponte romano situato nei pressi di Porta Altinate a Padova è attualmente nascosto sotto la superficie stradale all'incrocio tra via Altinate e Riviera dei Ponti Romani.

In occasione delle celebrazioni per il bimillenario della morte di Tito Livio, l'Università di Padova, in collaborazione con il Comune e la Soprintendenza, ha intrapreso una serie di attività diagnostiche e di ricerca che hanno riguardato il ponte romano di via Altinate.

Gli autori antichi erano consapevoli della fama monumentale dell'antica Patavium (Padova). Questo paesaggio monumentale è stato nel tempo deteriorato dalla continuità di vita altomedievale e medievale, che ha cancellato e incorporato le principali testimonianze architettoniche, inclusi i vari ponti di pietra che attraversavano l'ansa fluviale della città.


Padova, carta distributiva delle principali evidenze di età romana poste nei pressi di ponte Altinate.


Il ponte Altinate è stato, fin dalla sua costruzione, uno dei punti cruciali della topografia urbana. Durante l'epoca romana, si trovava nel cuore del centro urbano, vicino al foro. Insieme al vicino ponte San Lorenzo, faceva parte delle aree economiche e commerciali più importanti della città, delimitando a nord il porto fluviale.

Con la fine dell'epoca romana, l'importanza del ponte diminuì. Sebbene in epoca medievale mantenesse una posizione centrale, risentì della graduale perdita di rilevanza di questo settore urbano di Padova, legata alla scomparsa dell'emporion romano di Altino, all'apertura di nuove rotte commerciali e allo sviluppo di nuove aree urbane di carattere commerciale.

Anche la rete idrografica della città subì importanti cambiamenti nel tempo. A partire dall'epoca medievale, fu completamente trasformata con l'apertura di nuovi canali, incluso il naviglio interno che, nel 1189, sostituì il tratto di fiume che attraversava la città, invertendone il senso della corrente.

Questo portò a una progressiva riduzione della larghezza del fiume, causando il graduale interramento di alcune arcate del ponte Altinate. Si sa che il ponte rimase visibile nella sua interezza solo fino agli ultimi decenni del XII secolo, quando, a seguito della ricostruzione di Porta Altinate e delle mura vicine, la sua arcata occidentale fu interrata, lasciando visibili solo quella mediana e quella orientale.

Ulteriori preziose informazioni sulla posizione e sull'architettura del ponte si possono ottenere da alcuni rilievi eseguiti durante uno scavo nel 1932, quando, durante lavori in piazza Garibaldi vicino a Porta Altinate, furono riportate alla luce le parti più superficiali della metà occidentale dell'arcata mediana e di quella occidentale.


Ponte Altinate, foto del 1947.


È stato possibile ricostruire che le arcate laterali del ponte Altinate si estendono: una sotto piazza Garibaldi, da Porta Altinate fino al lato nord-orientale del settecentesco palazzo Zaborra (ex centro commerciale “La Rinascente”), e l'altra sotto il tratto iniziale dell'attuale via Altinate per circa 12 metri.

Negli anni cinquanta del secolo scorso, dopo un intenso dibattito politico, l'amministrazione comunale decise di coprire gran parte del naviglio interno per prevenire alluvioni e modernizzare Padova, aprendo il centro storico al traffico veicolare.

Questa decisione portò all'interramento totale dei ponti in questa zona della città, incluso il ponte Altinate, che furono nascosti sotto il manto stradale dell'attuale riviera dei ponti romani. Il ponte Altinate fu completamente interrato tra il 1959 e il 1960 e da allora i suoi resti si trovano sotto la strada. Durante l'interramento, la parte di arcata mediana ancora visibile fu inglobata in un vano di cemento armato costruito per proteggerla e renderla accessibile ai cittadini tramite un sottopasso che però non fu mai realizzato.

La mancata realizzazione di questo progetto condannò il ponte all'oblio, facendolo progressivamente dimenticare al punto da risultare del tutto invisibile e quasi sconosciuto ai numerosi passanti che ancora oggi camminano sopra i suoi resti.


Il prospetto meridionale dell'arcata mediana del ponte durante i lavori per l'interramento del Naviglio interno.


Come indicato all'inizio, nel 2018 il ponte è stato oggetto di un nuovo progetto di ricerca sui ponti romani di Padova, promosso dall'Università di Padova, dal Comune di Padova e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Questo progetto ha previsto una serie di sopralluoghi nel vano sotterraneo dove si trovano i resti dell'arcata mediana del ponte.

Grazie all'impiego combinato di diversi strumenti diagnostici, tra cui un dispositivo GPS, una stazione totale laser e un laser scanner, è stato possibile ottenere un rilievo tridimensionale dell'arcata mediana del ponte e determinarne con precisione la posizione nella cartografia urbana attuale. In seguito, è stato realizzato un rilievo tridimensionale del monumento e del vano; il rilievo ottenuto è stato utilizzato per ricavare le dimensioni, una pianta e un prospetto del monumento.


Posizionamento sulla carta tecnica comunale di Padova della parte conservata di Ponte Altinate.


I sopralluoghi effettuati nel 2018 e 2019 hanno permesso di ricostruire in modo piuttosto dettagliato la morfologia e le caratteristiche architettoniche del ponte.

Il ponte misurava poco meno di 39 metri in lunghezza e 7,77 metri in larghezza, ed era composto da tre arcate a sesto ribassato con ampiezze leggermente diverse. L'inversione delle arcate era chiaramente realizzata per facilitare il passaggio delle imbarcazioni dirette al porto fluviale.

Le fondazioni della struttura non sono mai state esaminate nel dettaglio, ma è plausibile supporre che il ponte poggiasse su palificate di legno. Sulle fondazioni si ergevano i piloni, costituiti da blocchi squadrati di trachite euganea e dotati di rostri a diedro acuto sul lato sud.


L'estremità orientale dell'arcata mediana del ponte, si riconosce la presenza, alla base dell'arcata, di un rostro a diedro acuto.


Sui piloni erano poste le arcate, caratterizzate da armille in blocchi squadrati di trachite euganea.

I blocchi squadrati di trachite euganea costituiscono anche il rivestimento dell'intradosso delle arcate, o almeno di quello dell'arcata mediana visibile all'interno del vano.

Si sa poco invece riguardo alle sovrastrutture originali del ponte, che sono state sottoposte a ristrutturazioni e rifacimenti in epoca medievale e moderna.

È plausibile ipotizzare che in origine i timpani fossero rivestiti, almeno nella parte superiore, con mattoni. L'irregolarità morfologica e dimensionale degli elementi suggerisce che la tessitura oggi visibile nell'arcata mediana non sia quella originale, ma il risultato di uno o più interventi di rifacimento.


Copertura in mattoni e blocchi di trachite visibile sul lato sud dell'arcata mediana.


Le trasformazioni urbanistiche dei secoli scorsi hanno in parte cancellato e in parte celato questo ponte nel contesto attuale, senza cogliere le opportunità di approfondire la conoscenza e senza produrre una documentazione dettagliata su di esso.

Soltanto un ampio scavo futuro potrebbe consentire una comprensione approfondita degli aspetti topografici, architettonici e tecnico-strutturali dell'opera, assicurandole anche una documentazione adeguata.


Fronte settentrionale dell'arcata mediana visibile all'interno del vano sotterraneo sottostante Riviera dei Ponti Romani.


Bibliografia

Di Luca Doria, Caterina Previato, Japoco Bonetto, Elena Petteno, Francesca Veronese. Il ponte romano presso porta Altinate a Padova: tra vecchie e nuove ricerche. Archeologia veneta, 2021.



Parole chiave

Patavium - Patavium è l'antico nome latino di Padova, importante centro paleoveneto e poi municipio romano, noto per la sua ricchezza e la presunta fondazione da parte dell'eroe troiano Antenore nel 1185 a.C.. Situata in posizione strategica, era considerata la seconda città più ricca d'Italia dopo Roma nel I secolo d.C.

Emporion - Nell’antichità, importante centro di commercio all’ingrosso, situato per lo più sulla costa, che serviva da mercato per la raccolta e la distribuzione di merci varie per una o più regioni.

Rostro - In architettura, il rostro è un elemento decorativo o strutturale a forma di punta, derivato dalle prue delle navi romane. Simbolicamente, adorna monumenti come le colonne rostrate e i Rostri del Foro Romano (tribune per orazioni). Tecnicamente, indica anche il tagliacque, la struttura a punta sui piloni dei ponti.

Armilla - in architettura è un termine che indica la parte di un arco, intradossale o estradossale (la parte inferiore o superiore), costituito da conci radiali di uguale altezza, utilizzati come ornamento.


https://maps.app.goo.gl/N6gCWZ83srPWARfN9

bottom of page