top of page

Casmenae (Buscemi, Siracusa)

I resti dell'antica Casmenae, colonia di Siracusa, sono stati individuati sul monte Casale (chiamato anche monte Erbesso) nella parte culminante del sistema montuoso degli Iblei, da Paolo Orsi nel anni 20 del Novecento.

Di Attanasio Salvatore


I resti dell'antica Casmenae, sub-colonia di Siracusa, sono stati individuati sul monte Casale (chiamato anche monte Erbesso) nella parte culminante del sistema montuoso degli Iblei, da Paolo Orsi nel anni 20 del Novecento.

Tucidide ne stabilisce la fondazione tra il 644 a.C. e il 643 a.C., ovvero 90 anni dopo la fondazione della madre patria Siracusa, anche se sono evidenti i segni di frequentazione molto più antica con la presenza di un villaggio siculo nel settore sud occidentale del pianoro sommitale.

Erodoto cita Casmenae come il luogo dove vi si rifugiarono i Gamorroi di Siracusa, cioè i ricchi proprietari terrieri scacciati dalla madre patria a seguito di una rivolta popolare del 491 a.C., per poi essere ricondotti nuovamente a Siracusa da Gelone nel 485 a.C.


Carta topografica di Casmenae


La città venne gradualmente abbandonata nel corso del IV secolo a.C. per non essere più rioccupata. Le scarse notizie a nostra disposizione, sembrano suggerire una forte dipendenza da Siracusa; questo legame forte con la madre patria sarebbe confermato anche dall'assenza di emissioni monetali che in caso contrario avrebbero comportato una certa autonomia della città.

Per quanto riguarda la natura del sito, le fonti non parlano propriamente di città o di avamposto militare, ma preferiscono definirla come una “colonia militare”. Questa colonia militare doveva far fronte ad eventuali attacchi dei vicini centri indigeni, o fare da testa da ponte nel quadro delle strategie espansionistiche di Siracusa.

La presa di possesso di quest'area non richiedeva la realizzazione di un semplice phrourion, ma di una vera e propria città, dotata di un cospicuo contingente militare con una popolazione stimata intorno agli 8.000 abitanti.


Pianoro dove sorge il sito di Casmenae.


Il venir meno della spinta espansionistica di Siracusa che ormai si era consolidata non solo in area Iblea ma in buona parte della Sicilia centro orientale, porterà all'abbandono del sito dopo circa tre secoli dalla sua fondazione. Il tessuto urbano sembra essere rimasto inalterato non solo nella viabilità, ma anche dal punto di vista architettonico; questa circostanza conferma l'ipotesi secondo cui Casmenae visse solo in una prospettiva prettamente militare.

Le prime ricognizioni di Paolo Orsi individuarono la lunga cortina muraria spessa circa 3 metri, che cinge l'intero pianoro e rinforzata da torrette quadrangolari. Successivi scavi eseguiti negli anni 70 del Novecento individuarono nel settore occidentale, un tempio arcaico e alcune testimonianze abitative, mentre limitati saggi in profondità hanno suggerito l'esistenza di un primo impianto urbano databile al VII secolo a.C., diverso da quello a noi noto, assegnabile ad una riorganizzazione urbana di cui non se ne conosce il motivo.

Del tempio arcaico è ben visibile il margine meridionale in grossi blocchi di pietra, presso cui fu rinvenuta una stipe votiva che restituì un gran numero di manufatti in metallo. La datazione dell'edificio sacro è suggerita dal rinvenimento di una matrice fittile con testa di sfinge in stile dedalico, databile agli ultimi decenni del VII secolo a.C.

Pochi metri a nord est si leggono alcune strutture murarie facenti parte di un isolato allineato su uno “stenopos” su cui si addossa un muraglione trasversale, databile al V – IV secolo a.C., la cui funzione è stata interpretata come opera di ulteriore difesa dell'acropoli durante il periodo di espansione cartaginese. La parte centro-occidentale del pianoro è caratterizzata dalla presenza di una depressione, probabilmente percorsa in passato da un corso d'acqua, che suggerisce la presenza di sorgenti sotterranee. Nella parte mediana di questa depressione, Paolo Orsi, individuò un villaggio siculo che si era stabilito nelle vicinanze del corso d'acqua.


Planimetria del temenos ed elemento fittile policromo di copertura del tempio arcaico


A nord di questo avvallamento è presente un'area libera da costruzioni, di forma trapeziodale, interamente circondata da case, che potrebbe essere identificata con l'agorà.

Ad ovest di questa grande area libera affiora dal terreno una struttura di forma circolare, del diametro di circa 12 metri, attribuibile ad un probabile Ekklesiasterion di cui rimarrebbero visibili solo le fondamenta della cavea circolare, mentre le gradinate costruite in materiale deperibile non si sarebbero conservate.

La struttura urbana di Casmenae appare molto regolare con una serie di 44 o 45 stenopoi con andamento N/NO – S/SE, larghi 3,10 e 3,50 metri che delimitano lunghi isolati di case.

Questo impianto regolare risalirebbe all'inizio del VI secolo a.C., mentre le strutture murarie scoperte a livelli inferiori presentano un andamento differente, facendo ipotizzare che la struttura urbana al momento della sua fondazione fosse limitata ad una sola parte del pianoro con una conformazione differente.

Ciascun isolato era diviso in lungo da un “ambitus,” mentre a ciascuna casa vi si accedeva dallo stenopos corrispondente tramite un corridoio che dava su un cortile. Le abitazioni presentano strutture murarie in tecnica poligonale, anche se meno spesso si utilizzavano murature più elaborate

e regolari in blocchi di calcare squadrato.

L'organizzazione planimetrica delle case evidenzia la politica adottata per distribuire ai nuovi coloni lotti di terreno edificabili ed simili tra loro. Le case presentano infatti superfici similari, una distribuzione degli ambienti analoga, senza accorpamenti di più unità abitative o ampliamenti.

Per certi versi possiamo notare similitudini con l'impianto urbanistico di Himera, soprattutto nella zona del pianoro sommitale. I saggi eseguiti in diversi punti, hanno evidenziato, resti di case di epoca arcaica orientate lungo stenopoi disposti in senso O/SE – N/NE, rispetto allo sviluppo del pianoro occupato in senso nord sud. Entrambe le città presentano una riorganizzazione urbana da collocare intorno alla metà del VII secolo a.C., in una fase di rinnovamento e sviluppo che potrebbe aver coinvolto anche altre polis siceliote.


Pianta con strutture della fortificazione di età classica sovrapposte a case di epoca arcaica a nord.


Da questa struttura regolare di strade e isolati, emerge il problema dell'esistenza o meno di uno o più “plateai” che percorrevano il pianoro da est ad ovest, determinando una griglia di tipo pseudo - ippodamea. Alcuni saggi di scavo hanno dimostrato solo l'esistenza di brevi passaggi, veri e propri vicoli, di ampiezza variabile all'interno di questi isolati di case, che permettevano di dirigersi in ogni parte dalla città. Questa “anomalia” si spiega solo tenendo conto della natura militare del sito, finalizzata a creare difficoltà al nemico in caso di penetrazione all'interno della cinta muraria. L'esame della fotografia aerea, suggerisce l'esistenza di possibili plateiai, con andamento ortogonale alla serie continua di stenopoi. I tratti di plateiai (o stenopoi trasversali), alcuni dei quali effettivamente visibili sul terreno, potrebbero essere serviti a definire la viabilità dei quartieri, anche per consentire ai cittadini di percorrere i vari settori del pianoro in maniera più agevole.

I dati di scavo mostrano come, già nella seconda metà del VI secolo a.C., la città nella sua estensione avesse assunto le dimensioni che conosciamo, probabilmente attraverso nuovi arrivi di nuclei familiari al seguito della guarnigione militare.


Struttura circolare dell'ipotetico Ekklesiasterion


È pertanto più che ipotizzabile l'esistenza di strutture di servizio per questa comunità, primo fra tutti uno spazio collettivo come l'agorà; poi una serie di edifici sacri, magari non tutti dotati di grande monumentalità. L'esistenza di laboratori artigianali per la produzione di terracotta e utensili in metallo, è evidente in tutta l'area dalla presenza diffusa di ceramiche e di scorie di lavorazione del ferro, insieme a semilavorati di bronzo e piombo.

In considerazione di quanto finora trattato, non deve meravigliare il repentino abbandono del sito dopo appena tre secoli dalla sua fondazione, non a seguito di eventi traumatici ma dal venir meno dell'esigenza di disporre di una folta guarnigione militare isolata in cima agli Iblei, poiché il resto dell'isola offriva condizioni di vita migliori. Probabilmente la popolazione di Casmenae si spostò nella vicina e prospera Akrai o tornò a Siracusa.


Bibliografia

Di Attanasio Salvatore: Il Phrourion (φρούριον) in Sicilia in età greca: casi studio. Tesi di laurea Università degli studi di Padova, 2024.


Parole chiave

Siculo - I Siculi o, più raramente, Sicheli (in greco antico Σικελοί?, Sikeloi, dal nome del presunto re Siculo, Sikelòs) erano una popolazione, tra i primi occupanti della Sicilia, che i Greci trovarono quando arrivarono sull'isola nel 756 a.C.

Gelone - Gelone di Siracusa (noto come Gelone I) è stato un famoso tiranno di Gela e il primo tiranno di Siracusa, vissuto tra il 540 a.C. e il 478 a.C. Ha reso la città molto potente e ha vinto una grande battaglia contro i Cartaginesi.

Paolo Orsi - Pietro Paolo Giorgio Orsi (Rovereto, 17 ottobre 1859 – Rovereto, 8 novembre 1935) è stato un archeologo italiano. Si dedicò prevalentemente all'esplorazione e alla ricerca archeologica in Sicilia e in Calabria.

Stipe votiva - Una stipe votiva è un insieme di oggetti sacri e offerte religiose come statuette, monete o vasellame che gli antichi donavano alle divinità e accumulavano dentro o vicino a un luogo sacro, in apposite fosse o spazi di scarico.

Stile dedalico - Lo stile dedalico è una fase della scultura greca del VII secolo a.C. caratterizzata da figure rigide, volti a triangolo e acconciature a parrucca. Prende il nome dal mitico scultore Dedalo.

Ekklesiasterion - L'ekklesiasterion era l'edificio pubblico nell'antica Grecia dove si riuniva l'assemblea dei cittadini liberi (ekklesia) per votare le leggi. Le strutture più famose si trovano in Magna Grecia e Sicilia, come a Morgantina, Metaponto e Agrigento

Stenopoi - Gli stenopoi (singolare stenopos) erano le strade secondarie a orientamento nord-sud che, nell'urbanistica greca antica, incrociavano in modo ortogonale le grandi arterie principali chiamate plateiai. Questo sistema geometrico divideva lo spazio urbano in isolati regolari.

Plateai - plateiai sono le grandi strade principali delle antiche città greche. Insieme alle vie più piccole chiamate stenopoi, formavano una pianta a scacchiera ordinata.

Project Gallery

bottom of page