
Cosa – Ansedonia (Ansedonia, Grosseto)
Una delle più antiche colonie romane di età repubblicana sulle coste del mar Tirreno
Di Attanasio Salvatore
Il sito dell'antica città di Cosa si trova su un promontorio roccioso a circa 114 metri sul livello del mare lungo la costa del Tirreno. I Romani fondarono la colonia di Cosa nel 273 a.C. dopo aver sconfitto le forze alleate delle città etrusche di Volsinii e Vulci nel 280 a.C.
La nuova colonia latina di Cosa arrivò a controllare un'area geografica di circa 550 metri quadrati.
L'assetto urbanistico definitivo della città fu completato con la colonia istituita nel 197 a.C., periodo di massimo sviluppo del sito dal punto di vista urbanistico.

Impianto urbanistico della città di Cosa
Fin dalla sua fondazione, il centro presentava una struttura caratterizzata da una fitta rete di strade che si incrociavano ad angolo retto, creando sia lunghi isolati rettangolari per le abitazioni dei coloni sia aree più ampie destinate agli edifici pubblici. Le due aree principali della città erano: l'acropoli con funzione sacrale e il foro, sede dell'attività politica della comunità.
Ai piedi del promontorio dove sorgeva la colonia, fu costruito il porto della città, il “Portus Cosanus”. L'intera area circostante il porto fu dotata di imponenti infrastrutture, finalizzate sia alla creazione di un ricovero per le imbarcazioni sotto il promontorio, sia a prevenire l'insabbiamento del porto stesso e della laguna retrostante.
In una prima fase, si sfruttò la forza delle correnti di un emissario della laguna e di una grande fenditura naturale nella roccia, oggi chiamata Spacco della Regina.
In una seconda fase, a causa di una frana, questa fenditura naturale divenne inagibile, rendendo necessaria la costruzione di un'opera artificiale, oggi conosciuta come La Tagliata: un canale interamente scavato nella roccia che si estendeva per circa 80 m dal mare alla laguna.
All'interno del recinto urbano, le abitazioni risalenti alla prima fase di vita della colonia erano modulari e standardizzate, disposte longitudinalmente nei lunghi isolati rettangolari.

La Tagliata
Degna di menzione è la "Casa dello Scheletro", così chiamata per via di uno scheletro trovato nella cisterna. Intorno all'atrio con impluvium si aprono diversi ambienti eleganti, caratterizzati da raffinate decorazioni sia a pavimento che sulle pareti.

Casa dello scheletro
La casa doveva includere un piano superiore, probabilmente destinato alle stanze del personale; inoltre, la presenza di un portico colonnato serviva come area di passaggio verso il giardino.
Le mura esterne della colonia, costruite in opera poligonale con blocchi di calcare, si estendono per circa 1500 m. Presentano diciassette torri quadrate e una rotonda riempite di terra o materiale di scarto, e solo alcune di esse contenevano una camera interna.
La sede dell'attività politica della città, il foro, era preceduta da un arco monumentale a tre fornici costruito nel 170 a.C. Ai lati del foro si trovano gli atria, con funzione commerciale, che, come attestato anche a Roma, precedono la comparsa delle basiliche.
I resti della basilica, eretta intorno al 150 a.C., mostrano un basamento a pianta rettangolare con sedici colonne disposte su due ordini sovrapposti e paralleli ai lati dell'edificio, formando una sorta di ambulacro.

Mura poligonali di Cosa
Nel VI secolo d.C., all'interno della basilica fu edificata una piccola chiesa cristiana con una sola navata e un'abside sul fondo.
L'acropoli, la zona sacra, era circondata da una propria cinta muraria, parzialmente ancora visibile. Vi si trovavano due piccoli templi a cella singola: il primo, risalente al 240 a.C., era dedicato a Giove, mentre il secondo era probabilmente destinato al culto di Mater Matuta, divinità della fecondità.
Sulle rovine del tempio di Giove fu successivamente eretto il Capitolium, mentre il tempio di Mater Matuta è tuttora visibile sull'acropoli.

Foro di Cosa
Nella zona del porto di Cosa si possono vedere i resti di una grande villa romana costruita negli ultimi decenni del I secolo d.C., che rimase in uso fino al III secolo d.C.
Della grande villa romana oggi restano visibili solo pochi resti situati sulla spiaggia, tra cui mura e parte di un ambiente con pavimento a mosaico di pietra grigia, probabilmente appartenente a piccole terme annesse alla villa.
All'inizio del VI secolo d.C., gli antichi edifici romani subirono ulteriori danni, mentre l'acropoli fu completamente ristrutturata per ospitare una guarnigione militare fortificata. In questo periodo, Cosa potrebbe essere stata una fortezza bizantina per contrastare l'avanzata dei Longobardi. Il cambiamento del nome in Ansedonia potrebbe risalire a questo periodo.
Bibliografia
Di Emanuele Vaccaro. La città di Cosa Ansedonia tra la romanizzazione e il basso medioevo: una discussione su "COSA V".
Parole chiave
Volsinii - Volsinii è stata un'antica e potente città dell'Etruria (chiamata Velzna in etrusco), membro della Dodecapoli, rasa al suolo dai Romani nel 264 a.C. I superstiti furono costretti a fondare un nuovo insediamento (Volsinii Novi) sulle sponde del Lago di Bolsena, corrispondente all'attuale città di Bolsena.
Impluvium - L'impluvium è la vasca quadrangolare (o rettangolare) incassata nel pavimento dell'atrio delle antiche domus greche, etrusche e romane.
Atria - Con il termine atria (plurale di atrium) nel contesto del Foro Romano ci si riferisce solitamente agli spazi aperti, cortili o sale pubbliche dell'antica Roma.
Basilica - La basilica romana era un grande edificio pubblico coperto, solitamente situato all'interno del Foro. A differenza dell'accezione religiosa attuale, nell'antica Roma serviva come centro nevralgico per la vita cittadina: vi si amministrava la giustizia, si tenevano riunioni politiche e si svolgevano transazioni commerciali e finanziarie.
Capitolium -
Il Capitolium (in italiano Campidoglio) è il principale tempio dell'antica Roma dedicato alla Triade Capitolina: Giove Ottimo Massimo, Giunone e Minerva. Situato sul colle omonimo, rappresentava il cuore religioso e politico della città.
Nelle città dell'Impero Romano, il Capitolium indicava il tempio principale della colonia o del municipio, riproducendo il modello di Roma.
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