
Il complesso cultuale di Sovizzo San Daniele (Vicenza)
Il Sito cultuale di Sovizzo San Daniele rappresenta l'importanza ideologica e cerimoniale legata al culto degli antenati nell'età del rame.
Di Attanasio Salvatore
Il sito funerario cultuale di Sovizzo S. Daniele, situato nella piana alluvionale che separa le pendici orientali dei monti Lessini vicentini dalla parte settentrionale dei monti Berici, si trova al centro di un ampio conoide creato da due torrenti durante l'Olocene; il sito è stato esaminato tra il 1990 e il 2005. Il complesso principale, di natura più monumentale, è costituito da tre tumuli di pietrame di varie dimensioni e da strutture megalitiche a scopo cultuale. Vi è una grande piattaforma in pietrame di forma ellittica e un corridoio formato da allineamenti di grossi blocchi e cippi aniconici.
I tre tumuli, chiamati grande, medio e piccolo, si trovano su un terreno di età tardo neolitica e sono composti da pietrame calcareo, ciottoli di dolomia e basalto di diverse dimensioni, provenienti sia dai depositi alluvionali circostanti sia dagli affioramenti dei monti Lessini; gli elementi erano legati con sedimento limo-argilloso. È improbabile che le strutture fossero coperte da strati di terra.

Planimetria del sito cultuale
Il grande tumulo era stato costruito sopra una tomba a fossa con margini delimitati da pietre disposte orizzontalmente. L'inumato, probabilmente un adulto, era posizionato sul fianco sinistro in posizione rannicchiata sopra un pavimento di pietre che costituiva il fondo della fossa; tuttavia, non vi era alcun corredo. Le analisi al carbonio 14 datano la sepoltura tra il 3340 e il 2910 a.C., quindi nella fase Rame 1.
Il tumulo medio e il tumulo piccolo coprivano due sepolture in fossa simili a quella del grande tumulo. A causa delle condizioni delle ossa, la posizione dei defunti non è determinabile, ma entrambe le sepolture sembrano prive di corredo; un utensile in selce e una perlina di pietra provengono dai riempimenti.
I tre tumuli erano collegati topograficamente e funzionalmente a una grande piattaforma ellittica situata a est e a un percorso cerimoniale di andata e ritorno a ovest, in diretta relazione con il grande tumulo. Il corridoio, realizzato con tre allineamenti paralleli di pietre, aveva un ingresso definito da una stele aniconica e da due pietre più grandi. Il fatto che il corridoio punti verso i tumuli e che il suo punto di svolta coincida con il grande tumulo suggerisce che questo percorso processionale servisse a cerimonie rituali dedicate al tumulo o ai defunti in esso sepolti.
Questo sito, per la presenza di strutture monumentali accessorie strettamente e funzionalmente legate ai tumuli, quindi di chiara destinazione cerimoniale, può essere considerato un complesso funerario cultuale. In questo complesso, in particolare, è evidente l'importanza delle sepolture come luoghi di rituali legati ai defunti o a gruppi di defunti, considerati particolarmente eminenti e quindi elevati al ruolo di antenati.
Il culto degli antenati, in questo caso, non si manifesta, almeno apparentemente, attraverso la manipolazione e la dislocazione dei resti umani, ma attraverso la monumentalizzazione dell'area funeraria con strutture megalitiche funzionali a cerimonie specifiche dedicate alle tombe; il megalitismo è un elemento ideologico chiave dell'età del Rame.
Il paesaggio intorno a quello che sembra essere il fulcro ideologico e simbolico dell'intera area era occupato da altre strutture a tumulo che contribuivano a definire un vero e proprio paesaggio funerario. In particolare, si segnala un grande tumulo realizzato con riporti di sedimento che copriva una singola sepoltura a inumazione. La sepoltura, priva di fossa, con il defunto adagiato direttamente al suolo, apparteneva a un giovane individuo, deposto sul fianco destro in direzione nord-sud con le gambe flesse, accompagnato da un corredo composto da due cuspidi di freccia deposte ritualmente sul capo; le analisi al carbonio 14 datano la tomba tra la fine del IV e l'inizio del III millennio a.C. I tumuli fungono anche da segnacoli, cioè punti di riferimento immediatamente percepibili nel territorio antropizzato e strumenti di manifestazione della presenza attiva delle comunità al suo interno. Non sono quindi quasi mai elementi isolati, anche se oggi possono sembrarci tali.
Parole chiave
Olocene - L'Olocene è l'attuale epoca geologica iniziata convenzionalmente circa 11.700 anni fa, dopo l'ultima grande glaciazione. È il periodo in cui si è sviluppata l'intera civiltà umana ed è caratterizzato da un clima stabile e relativamente caldo (periodo interglaciale).
Tumuli - In archeologia, un tumulo è un monumento funerario costituito da una collinetta artificiale di terra o pietre. Veniva eretto per coprire e proteggere una o più sepolture (talvolta precedute da un corridoio), creando una sorta di rilievo a calotta sferica o conica nel paesaggio.
Il culto degli antenati - Il culto degli antenati (ancestor worship o ancestor veneration) è l'insieme delle pratiche e dottrine religiose rivolte ai defunti di una famiglia, clan o lignaggio. Si fonda sulla credenza che gli antenati continuino a esistere e influenzino attivamente la vita, la protezione e la fortuna dei discendenti.
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