
Il ponte di Augusto a Narni (Terni)
Nei pressi della città di Narni, lì dove in epoca romana sorgeva l'antico insediamento di Narnia, Augusto fece costruire un ponte per attraversare la valle del fiume Nera.
Di Attanasio Salvatore
La via Flaminia continua ad essere una delle principali strade di attraversamento dell'Italia centrale.
Molte delle sezioni attuali coincidono con quelle dell'antica strada consolare costruita dai Romani durante il periodo di Augusto. Vicino alla città di Narni, dove in epoca romana si trovava l'antico insediamento di Narnia, Augusto fece erigere un ponte per attraversare la valle del fiume Nera.
Il ponte, un'imponente opera di ingegneria, fu costruito nel 27 a.C. durante il restauro della via Flaminia nel VII consolato, ed è uno dei più grandi ponti in muratura realizzati dai Romani, composto da quattro arcate di cui una è ancora intatta.

Resti del Ponte di Augusto a Narni.
Il ponte di Augusto a Narni è stato oggetto di studio per secoli, con documentazioni che risalgono al Rinascimento. In tempi recenti, diversi ingegneri sono stati incaricati di esaminare il ponte con l'obiettivo principale di rafforzare le strutture esistenti per prevenire ulteriori danni e crolli.
Il ponte collegava due rilievi montuosi: il Monte Maggiore a sud, appena sotto le fortificazioni murarie dell'antica città di Narni, e il Monte Sant'Angelo a nord, verso la piana ternana.
Qual era il percorso della via Flaminia dopo aver attraversato il fiume Nera? Il ponte è allineato con il rilievo di Monte Sant'Angelo, senza tracce di ipotetiche gallerie o percorsi montani che potessero collegare il ponte al tracciato della via Flaminia sulla piana ternana, a una quota molto più bassa.

Assetto planimetrico territoriale.
Un'interessante traccia che potrebbe essere collegata al tracciato viario è quella della grotta del santuario della Madonna del Ponte, scoperta all'inizio del '700, con pitture medievali al suo interno.
Recentemente, intorno alla grotta è stata costruita una chiesa scavando anche parte del monte Sant'Angelo, su quel lato che probabilmente conteneva le tracce della via Flaminia.
Alla fine dell'800, l'area è stata notevolmente compromessa dalla realizzazione di un'altra opera: la costruzione di una delle prime linee ferroviarie in Italia, la Roma-Terni, che ha comportato la demolizione di una parte della sostruzione della spalla destra del ponte e la definitiva separazione tra la riva destra del fiume e la piana ternana, dove oggi si trova l'abitato di Narni Scalo.

Resti delle parti del ponte crollato.
Sebbene già nel VI secolo ci fossero stati alcuni crolli parziali, seguiti da una ricostruzione che permise nuovamente l'uso del ponte, dalla prima metà dell'XI secolo è indicato nei documenti come "ponte rotto", un chiaro segno del suo stato di conservazione.
Alcuni storici attribuiscono il crollo del secondo, terzo e quarto arco a una piena del fiume Nera, un evento che si è ripetuto molte volte nei secoli.
Dopo il crollo della seconda e della terza arcata, il 17 luglio 1885 anche il secondo pilone che le sosteneva subì la stessa sorte a causa della pressione delle acque del fiume.

L'unica arcata del ponte di Augusto ancora intatta.
La struttura, nel crollare, si è divisa in tre blocchi ed è stata spostata dalla sua posizione originale a causa della pressione dell'acqua.
Il terzo pilone è ben conservato, stabile nella posizione originale e mantiene perfettamente i paramenti esterni, anche se manca della cornice superiore.
La seconda e la terza arcata, sostenute dai piloni sopra descritti, crollarono nel 1053, sempre a causa di una piena del fiume Nera. Da allora, sul ponte "rotto" di Augusto fu costruito un impalcato in legno, come dimostrano i fori di alloggiamento, per garantire il passaggio.
Questa fu una soluzione temporanea, tanto che si preferì deviare il passaggio su un nuovo ponte, costruito nel 1217 a poca distanza.
Oggi si tende a concludere che la configurazione originale del ponte fosse a tre arcate, la prima e la terza delle stesse dimensioni e la seconda molto più grande.
Il cedimento del secondo pilone, unito al fatto che non è mai stata trovata la presenza di rostri, supporta l'ipotesi che il fiume Nera originariamente avesse una sezione fluviale molto più piccola e che interessasse solo l'area tra il secondo e il terzo pilone.
Questo giustificherebbe l'uso di un'unica grande arcata centrale. A seguito di importanti modifiche geologiche, l'alveo del fiume potrebbe essersi allargato nel tempo, tanto che il secondo pilone avrebbe subito un significativo abbassamento e un incessante logoramento dovuto alle correnti, spesso impetuose, del fiume Nera.
Quando il nuovo alveo si fosse stabilizzato, potrebbe essere diventato possibile aprire una nuova arcata per garantire la continuità della riva sinistra e consentire un maggiore deflusso delle acque nei momenti di piena.
Per quanto riguarda l'analisi dei materiali, il ponte appare come una robusta opera a sacco e paramento a vista in opera quadrata, con ammorsamenti creati con graffe metalliche tra blocco e blocco, fino al nucleo interno cementizio composto da calce, sabbia, pietre e schede di travertino.

L'allineamento dei fori di alloggiamento delle centine lignee.
Come menzionato in precedenza, dopo il crollo delle arcate nel 1053, fu costruita una passerella di legno sul ponte di pietra per garantirne l'attraversamento; si è quindi ipotizzato che il secondo pilone potesse essere stato adattato per sostenere le strutture lignee temporanee.
Nella zoccolatura, infatti, ci sono fori per l'alloggiamento delle strutture lignee che si trovano alla stessa altezza su piloni diversi, in corrispondenza della seconda e della quarta arcata.
In conclusione, possiamo ipotizzare due configurazioni del ponte di Augusto: la prima con sole tre arcate, e una seconda con quattro arcate, in cui la quarta presenta un'ampiezza diversa rispetto alle altre due, risultato di lavori successivi alla costruzione originale.
Bibliografia
Di Maria Laura Rossi : Il ponte di Augusto a Narni in Arte e tecnica dei ponti romani in pietra, Sapienza 2020.
Di Leonardo Paris, Carlo Inglese e Maria Laura Rossi: Misura e proporzione nei ponti antichi lapidei. Il ponte di Augusto a Narni.
Parole chiave
Via Flaminia - La Via Flaminia è una via consolare romana che collega Roma a Rimini, passando per l'Umbria e per le Marche. Nell'anno 220 a.C. il censore Gaio Flaminio Nepote diede inizio alla costruzione di una via consolare che collegasse Roma con l'Italia settentrionale, unificando e risistemando vari tratti preesistenti nei territori di Veio, Capena e Falerii. La strada fu restaurata ed ampliata durante il governo degli imperatori Augusto,[3] Vespasiano, Adriano.
Rostri - I rostri (o tagliacque/avambecchi) nei ponti sono strutture in pietra o cemento poste a monte dei piloni per deviare la corrente, ridurre l'impatto dell'acqua e prevenire l'erosione. Fondamentali nei ponti romani, spesso con pianta triangolare o arrotondata, proteggono le fondamenta dai detriti durante le piene.
https://maps.app.goo.gl/st3EwHiypPb9XBwF9
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