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Il sito fortificato di Monte Turcisi, un "Phrourion" a protezione della piana di Catania

Monte Turcisi, IV secolo a.C. (Castel di Iudica CT)

Il sito fortificato di Monte Turcisi, un "Phrourion" a protezione della piana di Catania

Di Attanasio Salvatore


Il sito fortificato di Monte Turcisi, situato nel comune di Castel di Iudica in provincia di Catania, rappresenta l'estremità dei Monti Erei al confine settentrionale della piana di Catania. La collina, con un'altezza di 303 metri sul livello del mare, domina la pianura da est, fungendo da porta d'accesso alla piana di Catania per chi arriva dall'entroterra. Il sito controllava anche le due vie principali che collegavano la regione ionica con l'area tirrenica e la costa meridionale dell'isola. La collina è caratterizzata da un dorso molto allungato e una sommità a forma di tronco di cono. Quest'ultima area fu occupata in epoca greca da un avamposto militare e venne rioccupata solo nella seconda metà del Seicento da un gruppo di eremiti che vi fondarono una chiesa con un dormitorio annesso.



               Monte Turcisi, pianta generale della fortificazione sulla sommità del rilievo.


La fortezza era accessibile dal lato occidentale, dove una serie di muri in blocchi squadrati formava un'ulteriore linea di difesa davanti al fortilizio. Il primo a studiare il sito di Monte Turcisi fu Enrico Procelli negli anni '80 del secolo scorso.

Nel 2016, nuove ricerche condotte dalle Università di Catania e dall'università tecnica di Berlino, in stretta collaborazione con la soprintendenza di Catania, elaborarono un rilievo topografico dettagliato delle strutture antiche e degli edifici principali. L'anno seguente furono effettuati diversi saggi sulle strutture per ottenere informazioni sulla stratigrafia, sul quadro cronologico e sulla tecnica edilizia utilizzata.

La fortezza si integra perfettamente con le condizioni naturali del pianoro, con il lato sud caratterizzato da un affioramento roccioso, mentre gli altri lati, anch'essi piuttosto ripidi, sono dotati di muri ancora presenti in situ. Oltre ai ruderi dell'eremo seicentesco, sono stati riutilizzati ambienti di età greca, tra cui due cisterne rettangolari con bordi arrotondati, costruite con blocchi isodomi e rivestite di intonaco idraulico. Altri edifici composti da singoli vani sono documentati in diverse parti del pianoro, e le loro dimensioni piuttosto simili suggeriscono che fossero baracche e magazzini, compatibili con un'installazione ad uso esclusivamente militare del sito.

Le mura di fortificazione si sono conservate nella parte inferiore sui lati orientali e occidentali del pianoro, dove si appoggiano direttamente al terreno retrostante. Sono muri di contenimento che originariamente avevano un'altezza ormai perduta. Sul lato settentrionale si trova ancora in situ il tratto meglio conservato della cinta muraria, che include una torre allungata utilizzata per garantire l'unico accesso alla fortezza.

Il lato orientale della fortificazione è composto da blocchi di dimensioni e disposizione irregolari. La sezione del muro è formata da blocchi di scarsa altezza, mentre solo in alcuni punti sono stati inseriti blocchi più grandi che conferiscono un senso di discontinuità e irregolarità.


 

                       Monte Turcisi, ortofoto del muro di fortificazione orientale.


Il lato occidentale è formato da un basamento eretto direttamente sulla roccia, composto da cinque file di blocchi alti 25 centimetri con un profilo a gradini. Sopra questi blocchi si trova una struttura in blocchi isodomi, mentre la parte superiore del muro, costituita da pietrame irregolare di piccole dimensioni, è frutto di un restauro moderno.


 Monte Turcisi, veduta del muro di fortificazione occidentale, a destra si nota la base con profilo gradinato.

                                   

Il lato settentrionale della fortificazione è costituito ad ovest da una cortina con possibile camminamento di ronda, mentre nell'angolo est è istallata una torre allungata. La facciata della torre si distingue dalla cortina muraria tramite una sporgenza di 60 centimetri. L'angolo orientale della torre è costituito da ortostati monumentali, mentre alcuni blocchi del paramento esterno sono messi in testa. Il muro della torre costituisce anche il fianco occidentale della porta nord, larga 2,60 metri e chiusa da un probabile portone come dimostrano i resti del battente visibile sui blocchi di entrambi i lati. Il portone era posizionato alle spalle della torre, cosi da permettere di attaccare dall'alto possibili assedianti.

                 Monte Turcisi, veduta del fianco occidentale della torre.


Oltre alle fortificazioni che circondavano il pianoro di Monte Turcisi, sulle pendici settentrionali, meridionali e occidentali si trovano numerose strutture murarie. Tra queste, si possono osservare una serie di mura di contenimento e alcuni muri in blocchi squadrati che avevano la funzione di rafforzare strategicamente la collina contro l'avanzata di truppe nemiche, costituendo dei proteischimata.


 Monte Turcisi, veduta del versante occidentale con la postazione di artiglieria in posizione centrale.

                            

Sul lato occidentale si trova un edificio di notevoli dimensioni, largo 9 metri e lungo circa 13,5 metri. Costruito su un pendio ripido, presenta muri a doppio paramento con riempimento di pietrame irregolare su tre lati. I paramenti esterni si elevavano su uno zoccolo di due filari disposti a gradini su tutti e tre i lati. I paramenti interni erano composti da blocchi di medio taglio disposti in filari regolari.

Possiamo affermare che l'edificio in questione non è paragonabile a nessun'altra struttura presente nel sito. Quindi, è lecito pensare o ipotizzare che non facesse parte del progetto originario del sito fortificato, ma che sia stato aggiunto successivamente. La posizione e le dimensioni suggeriscono inoltre che non si trattasse di un semplice proteichisma per il posizionamento di una guarnigione, ma di una postazione apposita usata per la grande artiglieria.

Le ricerche non si sono concentrate solo sulle strutture architettoniche, ma anche sulla distribuzione del materiale ceramico presente in superficie o nei vari saggi di scavo.

Dalle ceramiche emergono le prime tracce sporadiche di frequentazione del sito al V secolo a.C. Tuttavia, il periodo di maggiore frequentazione è quello tra il IV e il III secolo a.C., come dimostra il maggior numero di frammenti rinvenuti nel sito. La fase più recente di occupazione antica sembrerebbe risalire tra il II e I secolo a.C., come indicato dai frammenti di un esemplare di Anfora Dressel MT249 e da un consistente numero di tegole delle tipologie ellenistico-romane inquadrate nell'area centro-meridionale della Sicilia.


Monte Turcisi, veduta della parete interna del muro settentrionale della postazione per artiglieria.


In sintesi, il phrourion di Monte Turcisi risale al IV secolo a.C. ed è probabilmente legato alla militarizzazione della parte orientale dell'isola sotto il dominio di Dionisio I di Siracusa. Il progetto comprende anche una linea di difesa situata di fronte alla fortezza sui lati meridionale e occidentale. All'interno della fortezza, la presenza di ambienti allineati destinati alle baracche militari e di quattro grandi cisterne d'acqua conferma la vocazione militare di Monte Turcisi. Le ripetute ricostruzioni delle strutture interne e l'ammodernamento della fortezza con ulteriori linee di difesa esterne testimoniano l'importanza strategica della sua posizione nella lotta per il potere tra il IV e il III secolo a.C.


Bibliografia

Di Attanasio Salvatore: Il Phrourion (φρούριον) in Sicilia in età greca: casi studio. Tesi di laurea Università degli studi di Padova, 2024.


Parole chiave

Proteischimata - Se con "proteischimata" ti riferisci ai προτειχίσματα (le strutture difensive o mura avanzate dell'antica Grecia) e alla loro funzione, si tratta di opere difensive edili erette davanti a un muro o a una fortificazione principale. 

Anfora Dressel - Il termine Anfora Dressel si riferisce alla tipologia standardizzata di contenitori da trasporto creata dall'archeologo tedesco Heinrich Dressel alla fine del XIX secolo. La classificazione (conosciuta soprattutto per la forma Dressel 1, Dressel 2-4 e Dressel 6) suddivide le anfore in base alla forma.

Phrourion - Il termine greco phrourion (plurale: phrouria) indica un avamposto militare fortificato o una piccola fortezza nell'antica Grecia


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