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Il sito cerimoniale di Saint-Martin-de-Corléans (Aosta)

Il sito cerimoniale di Saint-Martin-de-Corléans, una grande area cerimoniale megalitica

Di Attanasio Salvatore


Nella planimetria del sito, osserviamo le varie fasi di vita del contesto archeologico. La prima fase di intervento risale circa al 4000 a.C., dove emerge un'aratura di tipo rituale, con alcuni solchi che si collocano prima di questa data.

L'aratro che dobbiamo immaginare sia stato utilizzato per queste arature è probabilmente un aratro a chiodo. Se così fosse, queste arature di tipo rituale apparterrebbero a una fase antica del Neolitico, confermando come l'innovazione dell'aratro si delinei già in questa fase.

La seconda fase si situa tra il 4300 e il 3900 a.C. e coincide con la creazione di una serie di pozzi di varie dimensioni a scopo rituale. Questi pozzi interrompono le arature che contenevano al loro interno resti combusti di offerte, composte da macine in pietra e dall'intero pacchetto vegetale tipico del Neolitico. È chiaro che la ritualità è connessa al mondo agricolo.

La terza fase di intervento include tre attività strettamente collegate, la prima delle quali si situa tra il 2900 e il 2500 a.C., corrispondente alla fase rame II, caratterizzata dalla costruzione di un lungo allineamento di pali di grandi dimensioni fissati con pietre per mantenerli in posizione verticale. Questa è un'azione rituale, poiché l'interno è ricco di ceneri, carboni e crani di bovini, interi o frammentati.


Planimetria del sito


Le essenze utilizzate sono il larice e il pino, poiché sono stati trovati carboni di queste specie arboree. Sappiamo che la tecnica della combustione dei pali per prevenire la loro marciscenza è ancora in uso nei vigneti. I pali non sono stati infissi una sola volta, ma sono stati sostituiti: inizialmente è stato utilizzato un palo di una certa essenza, poi sostituito da un palo di un'altra essenza. Possiamo immaginare una rappresentazione del mondo degli antenati su legno attraverso i pali. La seconda fase dell'intervento prevede la costruzione di due grandi piattaforme megalitiche e la realizzazione di grandi allineamenti di statue stele del periodo Rame II e di secondo stile con il Rame III, associato al campaniforme.

Quando questo rituale si è sviluppato, è stato concepito un progetto molto chiaro fin dall'inizio. Le statue stele erano inserite in trincee oblunghe, spesso riempite con pietre e poco profonde nel terreno. Le facce istoriate erano orientate verso est e sud-est, in direzione del sorgere del sole. Erano collocate vicine l'una all'altra, fungendo da sfondo per i rituali cerimoniali. Questo periodo rappresenta il momento di massimo sviluppo del centro cerimoniale.

L'attività di erigere le statue stele si protrae fino all'inizio del periodo campaniforme, e vi è anche l'attività di sostituzione delle statue stele, simile a quanto avveniva con i pali lignei.


Statua stele Aosta 30


Nella statua stele Aosta 30 è presente una grande lastra rettangolare di spessore sottile. La parte superiore raffigura la testa con un motivo a T. Le braccia, simili a nastri, si congiungono con le mani all'altezza del ventre. Si nota una rappresentazione dettagliata degli abiti, con una tunica ornata da vari motivi e un piccolo marsupio.

Il lapicida ha sfruttato la patina naturale della lastra per creare effetti di chiaroscuro. Questa tecnica sofisticata esclude la possibilità che queste statue fossero dipinte. Sul petto è raffigurata un'ascia in posizione obliqua, con un manico rettilineo che si innesta su un manicotto, su cui è montata una lama trapezoidale.

All'altezza del ventre si trovano due pugnali della varietà campaniforme, rappresentati nei loro foderi.

Sul lato destro del torace sono raffigurati un arco e una coppia di frecce, identificando il guerriero come arciere, legato all'ideologia dell'arciere campaniforme.

Le asticciole raffigurate sono solo due, il messaggio rimane quello del guerriero eroizzato, mentre il significato cambia con l'aggiunta di elementi come l'arco.

Con la statua-stele Aosta III sud abbiamo una statua stele di tipo femminile, con una casacca o tunica decorata con triangoli e la rappresentazione di una goliera. È la consorte del capo guerriero, eroizzata con l'ostentazione di oggetti di prestigio.

Le decorazioni delle vesti e quelle dei vasi campaniformi sono simili, i capi guerrieri e le loro consorti indossano vesti decorate come i vasi campaniformi.

I motivi decorativi campaniformi hanno un'importanza chiave a livello identitario, indipendentemente dal supporto. Se si tratta di vestiti in stoffa, dobbiamo considerare un grande progresso nella tessitura.

La quarta fase di interventi risale dal 2700 al 1900, sembra sovrapporsi alla fase precedente ma continua fino all'antica età del bronzo. In questa lunga fase possono avvenire trasformazioni significative, ciò che accomuna questo orizzonte è la costruzione di una grande tomba con una piattaforma triangolare e altre tombe megalitiche.

La tomba 2 è costruita su una piattaforma triangolare, il dolmen accoglie sepolture che iniziano nell'età campaniforme. Non è chiaro se il dolmen sia costruito su una piattaforma preesistente o se entrambi siano stati costruiti insieme. Forse la piattaforma triangolare precede l'installazione del dolmen e deve essere collegata alla terza fase di utilizzo, rappresentando un pugnale tipo Remedello nel suo fodero, riportandoci alla fase rame II.

Con l'orizzonte campaniforme viene realizzato il dolmen, in cui viene inserito un gran numero di individui; i materiali indicano che il dolmen è utilizzato all'inizio del campaniforme.

Parallelamente a questo cambiamento in ambito funerario, si manifesta un altro fenomeno: l'abbattimento sistematico delle statue stele per la costruzione delle tombe stesse.

Le statue stele vengono abbattute e frantumate volontariamente per cancellarne la figura antropomorfa; alcune vengono spezzate alla base, sempre con la parte raffigurata rivolta verso terra, e utilizzate per costruire le strutture tombali.


Parole chiave

Neolitico - In Italia, il Neolitico (6000-3500 a.C. circa) ha segnato il passaggio a un'economia agricolo-pastorale e alla vita sedentaria. L'innovazione si diffuse in penisola tramite due rotte principali: una marittima attraverso l'Adriatico e il Mediterraneo, e una continentale dai Balcani, entrambe portatrici della caratteristica "ceramica impressa".

Statue Stele - Le statue stele sono monumenti megalitici preistorici costituiti da massi di pietra infissi verticalmente nel terreno, scolpiti con sembianze umane stilizzate. Risalenti a un periodo compreso tra il IV e il I millennio a.C., rappresentano figure maschili e femminili dotate di armi o monili. 

Campaniforme - Il termine "campaniforme" descrive principalmente una forma che ricorda una campana rovesciata. È storicamente associato alla preistoria europea, indicando sia una tipologia di ceramica che la vasta cultura nomade diffusasi tra la fine del III e l'inizio del II millennio a.C.


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